Se c’è un’esperienza che chi visita Riva del Garda porta con sé per sempre, è quella del Sentiero del Ponale. Un tracciato che si staglia sulla roccia a picco sul lago come una linea scolpita nel tempo, visibile già dalla spiaggia e da Torbole, e che da quasi due secoli racconta la storia di questo angolo di Trentino. Prima strada di collegamento tra il lago e la Valle di Ledro, poi carreggiata per i veicoli, oggi percorso ciclo-pedonale: la Ponale è, a ragione, l’escursione più amata e frequentata del Garda Trentino.
Il Sentiero del Ponale a Riva del Garda: una strada che ha fatto la storia
La Ponale nacque nel 1851 come opera di ingegneria ardita: collegare il Lago di Garda alla Valle di Ledro, fino ad allora rimasta isolata dal resto del Trentino. Scavata nella parete rocciosa che domina la riva ovest del lago, la strada fu un’impresa notevole per l’epoca, e nel giro di pochi anni divenne anche un’importante arteria militare.
Non a caso, all’altezza della seconda e della terza galleria, si trovano ancora oggi i resti della Tagliata del Ponale, l’imponente sistema difensivo realizzato dagli austriaci a partire dal 1860: cunicoli scavati nella roccia, trincee e postazioni che dalla quota del lago si spingono fino ai punti più alti del versante. Un pezzo di storia che affiora dalla pietra e che trasforma ogni passo del sentiero in un piccolo viaggio nel tempo. Il complesso è oggi chiuso al pubblico per ragioni di sicurezza, ma la sua presenza si avverte pienamente lungo il cammino.
La strada rimase aperta al traffico veicolare fino alla fine degli anni Ottanta, quando l’apertura del nuovo tunnel per la Valle di Ledro la rese obsoleta come via di transito. Nel 2004 fu trasformata nel sentiero ciclo-pedonale che conosciamo oggi, dando vita a uno dei tracciati più spettacolari di tutto il Garda.
Sentiero del Ponale: il percorso in estate
Il sentiero parte da Via Monte Oro a Riva del Garda, appena prima dell’imbocco del tunnel, in direzione sud dalla Centrale Idroelettrica. Da lì si sviluppa per 6,4 chilometri a picco sulle acque del lago, con un dislivello in salita di 736 metri e un punto più alto che raggiunge i 532 metri. La durata stimata per l’intero percorso è di circa 3 ore, ma molti escursionisti scelgono di fermarsi al Belvedere — oggi un locale aperto nella stagione estiva — e tornare a Riva sulla stessa strada: un’opzione comoda e altrettanto soddisfacente.
Chi prosegue dal Belvedere può scegliere: salire a destra verso la Valle di Ledro con il suo lago alpino, oppure raggiungere l’abitato di Pregasina, da cui è possibile rientrare con l’autobus (linea 214, fermata “Pregasina bivio”) o ripercorrere la Ponale a piedi in circa un’ora e mezza.
La classificazione è facile, ma è importante chiarire: il sentiero si sviluppa su una parete rocciosa e richiede attenzione. Non presenta difficoltà tecniche, ma è esposto a caduta massi, condiviso tra escursionisti e ciclisti (ognuno con la propria corsia), e non è adatto a passeggini. I cani sono ammessi al guinzaglio. Scarpe da trekking, acqua abbondante e attenzione alle indicazioni di sicurezza sono il minimo indispensabile.
In luglio, il consiglio è di partire al mattino presto per evitare la calura delle ore centrali e per godere della luce sull’acqua che, nelle prime ore del giorno, trasforma il lago in qualcosa di difficile da descrivere.
Sentiero del Ponale e Riva del Garda: dove concludere la giornata
Rientrare a Riva dopo la Ponale è un piacere a sé. Il centro storico ti accoglie con le sue viuzze lastricate, Piazza III Novembre affacciata sull’acqua e la brezza del pomeriggio: l’Ora, il vento che sale da sud e che i windsurfisti di tutto il mondo vengono a cercare. C’è qualcosa di profondamente soddisfacente nell’attraversare una piazza così bella con i muscoli ancora svegli e la testa piena di panorami.
È il momento giusto per fermarsi a tavola. Al Leon d’Oro, a pochi passi dal lago, troverai materie prime locali, pesce del lago, piatti della tradizione trentina e tante altre novità.



